Marica Fasoli | Gli origami
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Gli origami

Mi ha sempre affascinato…..questo oggetto semplice, umile, bistrattato….che troviamo dappertutto…

Abbiamo pure provato ad eliminarla…..ma è impossibile…gettata via, per terra, dopo averla utilizzata, oppure custodita come una reliquia…

LA CARTA

Vi racconto una storia…

Sadako Sasaki, una bambina esposta alle radiazioni della bomba atomica di Hiroshima quando aveva 4 anni, si ammalò di leucemia all’età di 10. La bambina iniziò allora a piegare le mille gru, ma morì prima. Aveva piegato 644 gru. Degli amici portarono a compimento la sua opera e raccogliendo fondi le venne eretta una statua nel Parco della Pace di Hiroshima: una ragazza in piedi con le mani aperte ed una gru che spicca il volo dalla punta delle sue dita. Ogni anno questo monumento è adornato con migliaia di corone di mille gru.

Questa storia fa riferimento al particolare valore della gru come simbolo di immortalità e alla leggenda secondo la quale chiunque pieghi mille gru vedrà i desideri del proprio cuore esauditi e mi ha fatto molto riflettere sull’uso di questo materiale, che con la sua estrema fragilità e complessità, rappresenta la fine delle cose finalizzata ad una continua rinascita.

Gli origami sono definiti “inutili come la poesia”, la loro creazione come una “danza delle mani” e hanno una valenza fortemente meditativa e sacrale, infatti ori significa “piegare” e kami vuole dire “carta” ma anche “divinità”.

Nelle mie opere voglio rappresentare proprio il ciclo vitale, partendo da un origami per arrivare a ciò che ne rimane dopo averlo decostruito, spingendo l’osservatore ad una riflessione profonda sulla creazione e sulla distruzione, sulla nascita e sulla morte, in un continuo ciclo che si ripete.