Marica Fasoli | Imago Mundi, capitolo Italia
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Imago Mundi, capitolo Italia

Imago Mundi, capitolo Italia. Floreani, Giacon e Zaven tra i veneti in mostra a Torino

Corriere del Veneto – Venezia e Mestre, 19 May 2015, Fabio Bozzato

 

La sfida è ambiziosa. Costruire una Imago Mundi, un fermo-immagine plurale e immaginifico del mondo. Da quando Luciano Benetton l’ha lanciata in occasione della Biennale d’arte di Venezia 2013, la caccia alle immagini che raccontassero il presente è proseguita con mostre a Dakar, Roma, New Orleans e Vienna. Ogni volta, 210 opere, piccole tele 10 per 12cm, ognuna di un artista diverso. «Una moltitudine di linguaggi» accomunati da unico obiettivo, dice il patron di Benetton: «comporre un mosaico vitale, generoso, democratico», fino ad arrivare a quota 20 mila entro la fine dell’anno provenienti da 100 paesi.

Ora tocca all’Italia. Il compito è stato affidato a Luca Beatrice, che ha voluto raddoppiare il numero di opere, arrivando a 420 (raccolti in due cataloghi) perché – spiega il curatore, già regista del Padiglione Italia alla Biennale 2011 – «è in qualche modo necessario affermare la grandezza artistica di questo paese». Ecco perché la tappa italiana sfoggia il titolo di Prestigium Italia.

L’esposizione si è aperta ieri a Torino (fino al 21 giugno) alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, sempre con gli allestimenti messi a punto da Tobia Scarpa e il visual firmato Fabrica. A settembre sbarcherà anche a Venezia, nella cornice della Fondazione Cini nell’isola di San Giorgio Maggiore.

Pittori, fotografi, grafici, architetti, designer, musicisti, attori: Luca Beatrice ha chiamato a raccolta pennelli da tutto il Paese, «mescolando grandi maestri e giovani, per metà donne, provenienti da grandi città e soprattutto dalla provincia, che è davvero – spiega – il giacimento d’arte e di talenti come in nessun altro paese. E’ qui che bisogna cercare senza stancarsi».

Tra loro anche un gruppo di veneti. Tre evergreen, innanzitutto: Fabrizio Plessi (1940), Marco Nereo Rotelli (1955), Ferruccio Gard (1941). E poi Andrea Contin (1971), padovano, conosciuto per le sue installazioni e azioni performative. Pittori come il vicentino Roberto Floreani, la veronese Marica Fasoli, la veneziana Paola Buratto Caovilla.

Due scultrici particolari: Anna Galtarossa, veronese, che fa sculture installative sorprendenti e Annalù, coi suoi lavori in vetro. E ancora: un illustratore, il padovano Massimo Giacon e un team di designer, Zaven, con base a Porto Marghera. La più giovane? La pittrice Elisa Rossi, di Adria, classe 1980.

Quello che portano a Torino è uno spettro veneto di sensibilità quasi gioiose, come un giacimento di energie positive. La parola «amour» che galleggia nella campitura azzurra di Rotelli o il prato verde (chissà se finto o vero) preso dall’alto dagli Zaven. E’ il pacchetto iper-realista di Fasoli «per Luciano» o l’interno casa ipercolorato di Galtarossa. Solo per citarne alcuni. Nessuno occhieggia a qualcosa di edulcorato, ma sembrano quasi domande nuove.